giovedì 19 giugno 2008
venerdì 30 maggio 2008
I Viaggi Evitabili
L'occidente ha bisogno di una rivoluzione in termini di MOBILITA':
- Il primo problema di tutte le grandi città è il traffico e l'inquinamento che crea
- Il viaggio medio in città è ormai di 5 km, la velocità media è 12 Km/h, il peso medio trasportato è di 100 kg: sono le stesse prestazioni del mulo
- Circa il 45/50% dei camion che viaggiano in Europa sono vuoti, lo stesso dicasi per treni e navi porta-container
- Uno yogurt fà 1500 km sopra un camion per arrivare a casa nostra http://www.decrescita.it/modules/article/view.article.php/c2/24
- eccetera eccetera...
Per risolvere tali problematiche bisogna inziare a intendere la Ruota in senso evoluzionistico e soprattutto ribaltare culturalmente il concetto di MOBILITA'.
Almeno la metà degli spostamenti che si fanno sarebbero evitabili, perchè conseguenze di scelte politiche e sociali sbagliate, o perlomeno migliorabili:
- si può usare l'e-banking invece di andare in banca
- firmare un documento con la firma digitale piuttosto che dal notaio
- attivare un mezzo elettrico che porti a casa i bambini da scuola
- digitalizzare il libro
- investire nel car-sharing
- eccetera eccetera...
martedì 27 maggio 2008
Chi semina Strade e Parcheggi raccoglie Traffico e Code
Il concetto base relativo alla mobilità sembra essere:
"tanto più fitta è la rete stradale tanto più leggero il traffico".
Se così fosse, considerando quanto costruito in strade negli ultimi 30 anni, dovremmo avere ad oggi, una situazione idilliaca, nel settore in questione.
Invece le nostre strade sono intasate come sempre, se non di più, con l'aggravante che il traffico è più intenso.
Inoltre l'uomo non ha mai perduto la sua eccezionale capacità di adattamento sino al limite del sopportabile e se gli si offre di più, semplicemente consuma di più, anche in strade, mobilità, spostamenti.
Constatazioni forse ovvie, ma i ministri dei trasporti, ancorati a parametri mentali e sviluppisti degli anni '60, sembrano ignorarle, considerandosi ancora, più che altro, ministri della costruzione stradale.
mercoledì 21 maggio 2008
La Ruota e la Grande Natura
Tutti i principi tecnici conosciuti hanno il loro modello nella natura, ad eccezione di tre casi:
i raggi laser, la scissione dell’atomo, la ruota.
In quest’ultimo caso il motivo è di tipo prettamente tecnico: la ruota non avrebbe potuto svilupparsi in natura seguendo il principio di costruzione di un organismo che si forma da una cellula germinale; essa infatti si muove quando può girare liberamente attorno a un asse o albero fissi con il suo mozzo.
Ciò significa che una parte non deve essere solidale col disco; in natura invece tutte le cellule sono collegate per essere rifornite di ossigeno, sangue e nervi; insomma, non esiste un organismo nel quale due componenti “non comunichino”.
Come elemento di un veicolo mobile la ruota appare comunque circa 4600 anni fa ma già da prima esisteva sotto forma di macina o mulino o carrucola; è sopraggiunta quindi relativamente tardi come mezzo di trasporto.
Ad oggi il suo sviluppo onnipresente ne segna il dominio ma le forme assurde del traffico sanciscono anche il superamento del livello ottimale, superamento tale da pregiudicare lo spazio vitale, la natura e la salute.
E’ pacifico che la ruota rivesta ormai un aiuto indispensabile ma essa va intesa in senso evoluzionistico, sviluppandone l’uso conseguentemente e in accordo alla nostra struttura biologica.
Che la Grande Natura non abbia avuto i suoi buoni motivi per non inventarla ?
i raggi laser, la scissione dell’atomo, la ruota.
In quest’ultimo caso il motivo è di tipo prettamente tecnico: la ruota non avrebbe potuto svilupparsi in natura seguendo il principio di costruzione di un organismo che si forma da una cellula germinale; essa infatti si muove quando può girare liberamente attorno a un asse o albero fissi con il suo mozzo.
Ciò significa che una parte non deve essere solidale col disco; in natura invece tutte le cellule sono collegate per essere rifornite di ossigeno, sangue e nervi; insomma, non esiste un organismo nel quale due componenti “non comunichino”.
Come elemento di un veicolo mobile la ruota appare comunque circa 4600 anni fa ma già da prima esisteva sotto forma di macina o mulino o carrucola; è sopraggiunta quindi relativamente tardi come mezzo di trasporto.
Ad oggi il suo sviluppo onnipresente ne segna il dominio ma le forme assurde del traffico sanciscono anche il superamento del livello ottimale, superamento tale da pregiudicare lo spazio vitale, la natura e la salute.
E’ pacifico che la ruota rivesta ormai un aiuto indispensabile ma essa va intesa in senso evoluzionistico, sviluppandone l’uso conseguentemente e in accordo alla nostra struttura biologica.
Che la Grande Natura non abbia avuto i suoi buoni motivi per non inventarla ?
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