mercoledì 21 maggio 2008

La Ruota e la Grande Natura

Tutti i principi tecnici conosciuti hanno il loro modello nella natura, ad eccezione di tre casi:
i raggi laser, la scissione dell’atomo, la ruota.

In quest’ultimo caso il motivo è di tipo prettamente tecnico: la ruota non avrebbe potuto svilupparsi in natura seguendo il principio di costruzione di un organismo che si forma da una cellula germinale; essa infatti si muove quando può girare liberamente attorno a un asse o albero fissi con il suo mozzo.

Ciò significa che una parte non deve essere solidale col disco; in natura invece tutte le cellule sono collegate per essere rifornite di ossigeno, sangue e nervi; insomma, non esiste un organismo nel quale due componenti “non comunichino”.

Come elemento di un veicolo mobile la ruota appare comunque circa 4600 anni fa ma già da prima esisteva sotto forma di macina o mulino o carrucola; è sopraggiunta quindi relativamente tardi come mezzo di trasporto.

Ad oggi il suo sviluppo onnipresente ne segna il dominio ma le forme assurde del traffico sanciscono anche il superamento del livello ottimale, superamento tale da pregiudicare lo spazio vitale, la natura e la salute.

E’ pacifico che la ruota rivesta ormai un aiuto indispensabile ma essa va intesa in senso evoluzionistico, sviluppandone l’uso conseguentemente e in accordo alla nostra struttura biologica.

Che la Grande Natura non abbia avuto i suoi buoni motivi per non inventarla ?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

So che non è questo il posto per questo tipo di comunicazioni, ma al momento non ho di meglio.
Un colore di sfondo così scuro non offre un contrasto sufficiente, e rende oltremodo difficoltoso leggere il testo. Questo ovviamente non per una persona con una vista più o meno normale; per chi invece ha problemi come i miei, ti assicuro che è un limite notevole.
A presto

sindaco ha detto...

Ho appena ovviato.
Spero ora vada bene.

Anonimo ha detto...

Perfetto.
Grazie a nome di tutti i "cecati"